Osservo Alessandro Borghi recitare e spesso rivedo in lui Tom Hardy. Entrambi hanno in comune un tratto che pochi attori possono vantare: i loro occhi comunicatori. Penso sia un dono riuscire a dire così tanto con uno sguardo, senza la necessità di proferire parola. Ed è per questo che mi piace definire Alessandro, il Tom Hardy italiano e Tom, l’Alessandro Borghi inglese.

È innegabile, Alessandro ha ancora tanta strada da fare per raggiungere Tom, ma penso sia evidente quanto ormai la sua carriera stia prendendo il volo. La sua storia è nota a tutti: ha iniziato come stuntman per poi prendere parte in piccole produzioni che gli hanno aperto le porte del cinema. La svolta arriva nel 2015 quando ottiene il ruolo di Vittorio in ‘Non Essere Cattivo’, opera postuma del grande Claudio Caligari presentata fuori concorso alla 72ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e selezionata come rappresentante del cinema italiano agli Oscar 2016 (purtroppo, però, non riesce ad inserirsi nella short-list). Da lì in poi la strada è sempre in discesa. Nello stesso anno veste i panni di Aureliano Adami aka Numero 8 in ‘Suburra’, film diretto da Stefano Sollima tratto dall’omonimo libro di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo. Questi due ruoli gli varranno due candidature ai David di Donatello.
Borghi è inarrestabile e nel 2016 interpreta Luigi Tenco nel film tv ‘Dalida’, dove riesce a dare nuovamente prova del suo grande talento nonostante il poco screen time concesso al suo personaggio. Inoltre, ritorna a Venezia, presentando nella sezione Orizzonti ‘Il più grande sogno’ l’opera prima di Michele Vannucci e ‘Ningyo’ il cortometraggio modulare di Gabriele Mainetti. È proprio durante Venezia73 che Alessandro ha sfoggiato la lunga chioma da vichingo, tratto distintivo di Chicano, personaggio delicato, fragile e ricco di sfaccettature del film ‘Fortunata’, diretto da Sergio Castellitto. Il film è stato presentato nella sezione Un Certain Regard alla 70ª edizione del Festival di Cannes.
Prima che il cielo fosse azzurro sopra Cannes, lo è stato sopra Berlino dato che ad Alessandro è stato assegnato, nel corso dell’ultima edizione del Festival internazionale del Cinema di Berlino, lo Shooting Stars Award, premio conferito ai giovani attori emergenti.
L’ultimo grande traguardo raggiunto è stato l’incarico di cerimoniere della 74ª Mostra

internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ruolo assegnato per la prima volta esclusivamente ad un uomo. Alessandro ha fatto la storia e dimostrato quanto ormai il cinema scorra nelle sue vene. Oltre ad aver condotto la cerimonia di apertura e chiusura del Festival, ha anche presentato i primi due episodi di ‘Suburra – La Serie’, serie prequel del film dove è tornato a vestire i panni di Numero 8. La serie sarà rilasciata su Netflix in 190 paesi il 6 ottobre 2017.
Sembrerebbe che ad Alessandro piaccia andare veloce come il vento, infatti al momento sta girando insieme a Matteo Rovere ‘Il Primo Re’, film che racconterà della fondazione di Roma in cui vestirà i panni di Remo. Sarà poi impegnato nel film ‘Sulla mia pelle’ di Alessio Cremonini, dove interpreterà Stefano Cucchi.
Per quanto riguarda i film in uscita, potremo vederlo a fine anno in ‘The Place’ di Paolo Genovese, nel quale interpreta un non vedente e ad inizio 2018 accanto a Giovanna Mezzogiorno in ‘Napoli Velata’ di Ferzan Ozpetek.
Nonostante le grandi collaborazioni, Alessandro Borghi resta un artista con i piedi per terra che rimane fedele a sé stesso, grato e che non dimentica le sue origini. Tutto ciò emerge dalle sue scelte lavorative, dalle interviste rilasciate e dalla continua fiducia che ripone negli artisti esordienti.
Ode a te Alessandro, ti auguro il meglio.
Mars.