Seguendo le orme dei nostri amici di FilmTv, ho tentato di coniugare la passione di Christopher Nolan per il cinema alla mia. Dopotutto quest’ultima deriva dalla prima. Tra accenni di analisi, nozioni, curiosità e aneddoti cerco di omaggiare – nel giorno del suo compleanno – uno dei più celebri e talentuosi registi contemporanei. Dalla A alla Z.

A come Atipico: La sua ultima opera, Dunkirk (2017), benché si inserisca perfettamente all’interno della linea stilistica che lo contraddistingue, è – se si pensa alle sue opere precedenti – un film atipico: i personaggi sono privi di caratterizzazione e raramente impegnati in lunghi dialoghi. Oltretutto, non è un film di guerra come lo definiscono i più: Dunkirk è un incentrato sulla sopravvivenza (dei soldati inglesi circondati dalle forze naziste sulla spiaggia di Dunquerque, durante il secondo conflitto mondiale).

B come (banalmente) Batman: Forse era proprio destino? Sulla porta dell’appartamento di uno dei protagonisti di Following (1998), primo lungometraggio del cineasta, vi era attaccato un adesivo del simbolo dell’Uomo Pipistrello. Il 18 luglio scorso il secondo capitolo della trilogia che ha ridefinito il concetto di cinecomic ha compiuto dieci anni.

C come Casa: Come mi ha insegnato lui, il cinema è casa, il cinema è condivisione. Avevo instaurato un rapporto col cinema già prima di approcciarmi alle sue opere, ma era una passione inconsapevole. Ho iniziato a prestare più attenzione a quello che guardavo, a snocciolare questioni e a crearne a mia volta, desiderosa di padroneggiare ogni tecnicismo solo dopo aver scoperto la sua filmografia. Sopra ogni cosa: ho trovato il mio posto nel mondo. Che mi estranea dalla realtà, ma che al tempo stesso mi tiene con i piedi per terra. Tutto questo lo devo a The Prestige (2006).

D come Duemilauno: All’età di sette anni Christopher Nolan vedeva per la prima volta 2001: Odissea nello spazio (1968) di Stanley Kubrick, uno dei cineasti che più lo ha influenzato e ispirato (e i numerosi omaggi presenti nei suoi film ne sono la prova). Quaranta anni dopo ne ha presentato il restauro in 70mm alla 71a edizione del Festival di Cannes, evento accompagnato da una masterclass in cui il cineasta britannico ha discusso la sua passione per il cinema e per la filmografia di Kubrick. Che cosa incredibile la vita. (cit.)

E come E-mail: Che non ha. Ebbene sì, Christopher Nolan non ha un indirizzo e-mail (a detta sua nemmeno un telefono, ma qui stento a credergli). È la sua assistente che si occupa di ricevere e trasmettergli su carta stampata tutte le comunicazioni importanti.

F come Famiglia: È risaputo che lavora circondato di persone fidate. Sua moglie, Emma Thomas, è la produttrice di tutti i suoi lavori: sua complice, dispensatrice di consigli e critiche, in parole povere: una professionista in grado di separare lavoro e vita privata. Longeva è anche la collaborazione col fratello Jonathan – sì, una delle menti dietro Westworld -, con cui ha scritto la maggior parte delle sceneggiature dei suoi film. Tra loro funziona sempre così: Christopher gli legge i pezzi e ne nasce un confronto nel quale vengono modellati gli script che oggi conosciamo.

G come Guida: Stanley Kubrick non è l’unico artista che lo ha influenzato dal punto di vista creativo. Tra i tanti nomi vi è anche Ridley Scott. Nolan ha sviluppato nel tempo una certa ossessione per Blade Runner (1982) Erano gli anni 80 e quella era una delle opera che più lo ha guidato verso la scoperta di nuovi film, nuova musica e nuove culture.

H come Heath: Christopher Nolan era l’unico ad aver creduto fin da subito in Heath Ledger e nelle sue capacità, malgrado tutti coloro che non lo ritenevano all’altezza del ruolo del Joker. La trilogia di Batman, oltre ad aver plasmato una rappresentazione moderna e rivoluzionaria del concetto di supereroe, mi ha dato modo di conoscere un talento genuino e puro come quello di Heath Ledger, che letteralmente brillava di luce propria. “Si sentirà eternamente la sua mancanza, ma non sarà mai dimenticato”.

I come Insetto: 2 minuti e 59 secondi di video mostrano un uomo armato di una scarpa che a tratti impazzisce pur di uccidere un insetto che gli dà il tormento. Una situazione a tratti kafkiana è Doodlebug (1997), cortometraggio in bianco e nero che strizza l’occhio alle opere di David Lynch. Rivederlo oggi fa anche ripensare all’ottavo episodio della terza stagione di Twin Peaks. E non solo: già da questo short film riecheggia il tema del doppio palesemente d’ispirazione hitchcockiana riproposto anche nei film successivi.

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© Alex Prager | The New York Times

L come Letteratura Inglese: Benché avesse sempre saputo di voler diventare regista, Christopher Nolan ha continuato i suoi studi di letteratura, materia nella quale eccedeva maggiormente a scuola. Come me, che in fondo ho sempre saputo che il mio posto fosse il cinema, eppure mi sono dedicata a ciò che più mi donava soddisfazioni: lingue. Una coincidenza che mi fa sorridere… e spero mi porti fortuna.

M come Memoria: Capita a tutti di manipolare un ricordo, per eliminarne gli aspetti dolorosi o per dare un senso a determinate scelte ed eventi. I motivi che ci spingono a farlo sono tanti. Memento (2000) mi ha parlato. Mi ha proprio guardata negli occhi e detto: “Tutti noi mentiamo a noi stessi, anche tu lo fai”.

N come Novità: È innegabile. Il cinema di Nolan è una continua novità, in grado di reinventare e dare una nuova rappresentazione a temi ed eventi che sono già stati affrontati prima. È innegabile che Nolan stia ispirando costantemente le nuove generazioni di cineasti. Le sue opere sono un’eredità essenziale e necessaria.

O come Occhio: Tom Hardy è uno dei pochi interpreti in grado di reggere interi film sui suoi occhi (o un solo occhio, talvolta). E Nolan è colui che ha saputo cogliere questa sua peculiarità, prendendosi la libertà di coprire il viso del suo attore lasciando che fosse solo l’intensità del suo sguardo a comunicare con lo spettatore. “Certo, ciò che fa Tom – trattandosi di Tom – con un singolo occhio va ben oltre quello che fa chiunque altro che recita con tutto il suo corpo. Un talento unico, è straordinario”.

P come Pellicola: È noto a tutti che Nolan prediliga il ricorso alla pellicola per la resa dettagliata ed ineguagliabile che riesce a dare all’immagine rispetto al formato digitale. Dunkirk – ad esempio – è stato distribuito in diversi formati; l’unico in grado di rendere davvero giustizia all’opera è l’IMAX 70mm. Non tutti i cinema ne sono dotati: nel nostro Paese l’unico cinema che lo ha proiettato in 70mm (non in IMAX però) è stato l’Arcadia di Melzo. Conosco l’invidia.

Q come Quesiti: Le opere di Nolan sono note per i loro finali aperti e per quanto ci si aspetti delle risposte (La trottola di Inception ha smesso di girare? Chi sono i Loro a cui si riferivano continuamente in Interstellar?), il suo realizzatore non ne darà. Christopher Nolan vuole che il suo pubblico si metta in gioco e che maturi una propria interpretazione. Si rifiuta persino di registrare i commenti da inserire nei contenuti extra dei dvd proprio per non influenzare il giudizio altrui.

R come Reynolds Woodcock: Da grande estimatore del cinema di Paul Thomas Anderson, il buon Christopher ha portato i suoi figli al cinema a vedere la sua ultima fatica, Phantom Thread (2017), inconsapevole che questa decisione gli si sarebbe ritorta contro. Infatti da quel giorno non ha scampo: ogni qualvolta lui fa qualcosa di vagamente dittatoriale i suoi figli lo incalzano “Oh signor Woodcock, è una spia? Tiri fuori la sua pistola. Ce l’ha una pistola?”. Per non parlare di quando per cena ci sono i funghi.

S come Sogno: Sogni condivisi nei quali sono custoditi dei segreti. Sogni dentro sogni. Idee innestate nei sogni per influenzare i comportamenti delle persone. La verosimiglianza tra sogno e realtà impedisce di distinguere l’uno e l’altra. L’essere umano fatica a ricordare l’inizio di un sogno, ritrovandosi sempre nel bel mezzo dell’azione. Ecosì via. Questo è – in parte – Inception (2008), film affronta in profondità il concetto di sogno – tema molto caro a Nolan – e tutto ciò che ne deriva, ma non solo: mi insegna anche che “Non devi avere paura di sognare un po’ più in grande, tesoro”. Ormai è la mia filosofia di vita.

T come Tempo: Se dovessi dare un soprannome a Christopher Nolan penso sarebbe “Manipolatore del Temo”. D’altronde lo sono tutti i registi, ma forse lui un po’ di più. Fin dal suo primo lungometraggio non segue una linea narrativa lineare: Following (1998) infatti è costruito su quattro sequenze temporali, mentre Memento (2000) gioca sul montaggio delle immagini: ogni scena del film è interrotta dopo 15 minuti seguita subito dopo da un’altra scena di 15 minuti cronologicamente opposta a quella precedente. Insomnia (2002) ha una struttura lineare interrotta da dei flashback, dove lo scorrere del tempo è scandito dall’insonnia del protagonista Will Dormer. Data la natura complessa degli intrecci raccontati in Inception (2008), anche la struttura temporale è altrettanto intricata soprattutto per via della percezione diversa del passare del tempo nei sogni. Interstellar (2008) affronta proprio la questione dei viaggi temporali, invece lo scorrere del tempo in Dunkirk (2017) varia a seconda dell’elemento di riferimento (aria, acqua e terra).

U come Urgenza: Per dedicarsi alla regia a Nolan urgeva avere sotto mano del materiale da filmare. Da questa esigenza ha iniziato a scrivere (e co-scrivere) lui stesso le sue sceneggiature. Tuttavia, la stesura degli script si è rivelata liberatoria e stimolante per via della sua natura neutrale.

V come Verso il futuro: Cosa bolle in pentola dopo Dunkirk? Che novità ci sono in serbo per noi? Tempo fa si vociferava che potesse essere lui il regista del nuovo capitolo dedicato a James Bond. Sinceramente? Io sono a bordo. Il solo pensiero di avere un film di 007 diretto da Christopher Nolan è fin troppo appagante.

Z come Zimmer: Hans Zimmer, celebre compositore, vanta ben 6 collaborazioni con Nolan, il loro è proprio un affiatato matrimonio creativo. Dal confronto delle loro idee prendono vita melodie che contribuiscono alla caratterizzazione dei personaggi, fino a dare un senso di completezza all’azione. Il loro motto? “Non c’è tempo per la cautela”.

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