La fortunata fiaba guidata dall’inimitabile Angelina Jolie, giunta dopo 5 anni al secondo capitolo, non tradisce le aspettative del pubblico, ma al contrario regala una nuova avventura densa di insegnamenti e valori. Come di consueto, Disney si ripromette di non fare del semplice intrattenimento ma di creare dei filoni narrativi che siano capaci di educare il pubblico e di farlo riflettere su temi come famiglia, amicizia, lealtà e giustizia.

Si aggiungono al cast del primo film, originariamente composto da Angelina Jolie, Elle Fanning e Sam Riley, nuovi personaggi tra cui l’affascinate principe Filippo, interpretato da un convincente Harris Dickinson, e la perfida Regina Ingrid, a cui da il volto la mitica Michelle Pfeiffer. Quest’ultima, grazie al suo carisma e alla sua impeccabile performance, domina quasi interamente la scena, mettendo in ombra la protagonista (Angelina Jolie) e la talentuosa Elle Fanning. Sebbene la storia non sia troppo stucchevole ed originale assistiamo alla solita guerra tra il bene ed il male che si corona con la pace tra i due mondi, il film riesce a sorprendere e al lasciare il pubblico incantato, sia per la magia degli effetti speciali, sia per la bellezza delle tre protagoniste.

Un film tutto al femminile, che esalta il potere delle donne, il loro inesauribile coraggio e la capacità di prendere decisioni importanti senza l’aiuto di nessun re o cavaliere. La scelta di una nuova regia, quella di Joachim Rønning, è sicuramente un punto a favore del film poiché garantisce una narrazione ed un immaginario diverso dal primo film, suscitando maggiore curiosità ed interesse nello spettatore.

Ciò che forse disturba all’interno della storia è l’inserimento di troppi personaggi secondari che, con le loro storie, confondono il pubblico. Saggia la scelta di assegnare il ruolo di antagonista ad un’attrice come Michelle Pfeiffer che, non avendo bisogno di presentazioni, ha di sicuramente innalzato ulteriormente la qualità di un film che già in partenza prometteva un successo annunciato. I costumi di scena hanno un importante ruolo nella storia, sono ricercati nei dettagli, nei tessuti e nei ricami, delicati nei colori, opulenti e romantici, come l’armatura in diamanti della Regina Ingrid e l’abito da sposa in seta e fiori di Aurora.

Il ritmo della narrazione, purtroppo, non risulta fluido ma incalza “singhiozzando” scena dopo scena, fino all’apice del lieto fine. Nonostante alcune perplessità e qualche personaggio di troppo, Maleficent: Mistress of Evil è entusiasmante, avvincente, commuove e fa ridere, ma soprattutto insegna che la famiglia non conosce confini, ma si espande oltre i confini dei semplici e banali legami di sangue.
Riccardo.