Sembrerebbe la classica storia di amicizia e solidarietà femminile tra una vedova nevrotica e un’artista spirito libero, ma non lasciatevi ingannare dalla dolcezza delle due protagoniste perché, in realtà, Dead to me – Amiche per la morte, cela sorprese e colpi di scena, degni di un’avvincente comedy-thriller. Questa serie è entrata a far parte del catalogo Netflix lo scorso maggio e, in punta di piedi e senza troppo clamore pubblicitario, è riuscita far sì che venisse rinnovata a distanza di pochi mesi per una seconda stagione.

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La chiave del suo successo è la sublime scelta del cast, a partire dall’effervescente Linda Cardellini, fino ad arrivare al magnetico ed affascinante James Marsden e la carismatica Christina Applegate. La prima, all’apice della sua bellezza e carriera, dopo il successo di Green Book, ritrae un’artista sopra le righe, dal cuore tenero e fragile. Il suo essere eccentrico, stravagante ed affettuoso traspare alla perfezione grazie alla travolgente performance della Cardellini che, sebbene il suo sia un ruolo scomodo nella serie, fa sì che tutti gli spettatori si innamorino di lei e si affezionino al suo personaggio.

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A dominare la scena è anche il James Marsden, in un ruolo diverso dai suoi soliti standard, che stupisce per la sua simpatia e capacità di recitare addirittura in greco. Miscelata in 10 episodi, la ha numerosi punti di forza, a partire dalla sceneggiatura brillante che si snoda fluidamente episodio dopo episodio. L’umorismo e la sensualità, che un po’ fanno da eco all’inimitabile Sex and the City, catturano l’attenzione dello spettatore, donando un twist diverso alla classica storia di omicidio, vista e rivista in tutte le salse. Il racconto di questa misteriosa amicizia femminile, narrata in modo sarcastico e brioso, è un espediente molto efficace, capace di sviscerare con leggerezza temi drammatici come la solitudine, il dolore, l’amicizia ed il lutto.

La serie si lascia guardare, fa compagnia e fa innamorare dei personaggi, ognuno dei quali presenta una sua peculiarità in cui immedesimarsi e su cui riflettere. Ciò che delude un po’ è la scelta di una regia troppo standard e priva di carattere, la quale avrebbe potuto innalzare la qualità del prodotto, contando sul potenziale di un cast formidabile e di una solida sceneggiatura.

Riccardo.