Era il 1964 e la Famiglia Addams faceva la sua apparizione in tv per la prima volta. Si sarebbero mostrati a un pubblico internazionale e non più di nicchia, lo avrebbero fatto scardinando ogni quotidiana certezza del focolare domestico. Gli Addams sono stati i primi a portare nelle nostre case il black humor, a far conoscere il macabro umorismo del diverso, senza mai risultare troppo inquietanti ma bensì accarezzando quel senso di bizzarro che, con il passare del tempo, diventa giocoso. Ma si è detto bene: con il passare del tempo. Una dark lady che taglia boccioli di rose esibendo solo le spine, non sarebbe diventata l’eroina delle casalinghe costrette nei ruoli preconfezionati anni 50; un marito troppo focoso che non risparmia spinte effusioni, sarebbe stato additato presto come sfacciato e poco serio. Per nostra fortuna però, sanno invecchiare bene!

Amati, citati, ormai vere icone che uniscono nuove personalità a figure topiche dell’horror classico, non sono meno importanti di altri personaggi usciti da qualsivoglia fumetto. Gli Addams nascono infatti dallo stile elegante e vignettistico di Charles Addams e proprio la notte di Halloween, giungono a noi – non senza qualche rappresentazione infelice di troppo nel mezzo – con il film d’animazione cgi dei registi Greg Tiernan e Conrad Vernon. Se vogliamo partire con una nota di demerito, punterei il dito sulla scelta grafica impersonale e poco incisiva in volti ed espressioni, un tratto non nuovo il quale si conforma a impronte animate già viste, che siano questi cattivi di professione o gestori di hotel per creature dell’occulto. Ciò non toglie che con le giuste aspettative, il film sappia intrattenere e riuscirà ad irretire gli scettici.

Non si prende mai sul serio dimostrando di sostenere il peso cult con la leggerezza di una risata; vuole consegnarsi alle nuove generazioni abbracciando le precedenti in un caldo ricordo fatto di citazioni e nuovi ritorni. Il tema dipanato è quello della diversità – forse trito e ritrito ma a loro sempre congeniale – unito a quello della curiosità adolescenziale e la ricerca di sé stessi. Perché chi è strano in base a cosa, quando è il nostro mondo social tutto coriandoli e ipocrisia a risultare strano per i protagonisti? La risposta si cela nelle storyline dei figli, Mercoledì e Pugsley Addams: la prima pur fedele all’animo di famiglia, necessita di scoprire ed esplorare un mondo che non conosce, che le è avverso ma del quale non ha paura; il secondo accetta sé stesso compiendo un’antica tradizione di famiglia che poco gli calza, perciò trova il suo modo per trionfare.

In conclusione, come l’animazione fa ormai da sempre, si dona un messaggio anche ai più grandi. Lo troviamo negli occhi da rospo di Gomez quando ama e accetta la diversa capacità del figlio, lo percepiamo nell’abbraccio di Morticia quando Mercoledì torna a casa. Sono solo una famiglia capiranno i cittadini e così, come gli Addams accoglieranno un po’ di rosa – tranquilli non sarà poi per molto – anche Parker porterà un po’ di oscurità nella sua ridente cittadina. Non c’è stranezza che tenga, siamo tutti una sfumatura dell’altro e se sulla via ci imbatteremo mai in una casa stregata, sapremo che ad attenderci ci sarà una nuova avventura.

Con le voci di Virginia Raffaele (Morticia), Pino Insegno (Gomez), Loredana Bertè (Nonna Addams) e Raul Bova (Zio Fester), La Famiglia Addams vi aspetta al cinema!
Laura Valzan