Che bello entrare in sala inconsapevole dell’esperienza incredibile ed irripetibile che sto per consumare. È proprio vero quel meme che dice “non sono la stessa persona che ero un film fa”. E questo è quello che mi è un po’ capitato con la visione di Marty Supreme.
New York, 1952. Liberamente ispirato alla vita di Marty Reisman, Marty Mauser (Timothée Chalamet) è un commesso in un negozio di scarpe che sogna di diventare un campione di “tennis-table”, aka ping pong, disposto a tutto per raggiungere il suo obiettivo.

Josh Safdie firma la sceneggiatura insieme a Ronald Bronstein e per la prima volta è dietro la macchina da presa senza il fratello, Benny. Entrambi hanno intrapreso strade registiche separate, sfornando nello stesso anno due film sportivi con un’impronta nettamente diversa. Benny ha diretto The Smashing Machine (2025), film sulla leggenda delle arti marziali miste Mark Kerr vincitore del Leone d’Argento a Venezia82 che, per quanto intenso risulta un po’ impolverato se messo a paragone – forse insensatamente anche, ma è inevitabile – con Marty Supreme. Quest’ultimo ha un po’ degli stilemi che hanno caratterizzato l’unicità del duo Safdie. Strizza molto l’occhio a Good Time (2017) ed Uncut Gems (2019), prende in prestito dai noir del passato, eppure è un groviglio fresco e scoppiettante che trasuda originalità. E forse è proprio nella sua imprevedibilità il suo punto di forza, perché i momenti in cui ho trattenuto il fiato sbalordita sono stati tanti. Non so, a volte mi chiedo se non sono più abituata a vedere bei film, se non so più cercarli e trovarli o semplicemente se non ne fanno più “come una volta”.

Resta il fatto che Marty Supreme è stato una sorpresa che mi porterò dentro per tanto tempo. Come in Challengers (2024), lo sport è lo strumento per veicolare un tema. Nell’opera di Guadagnino per mettere in scena una dinamica amorosa con un’alta carica sessuale ed erotica, in questa del fratello Safdie per dare forma all’ossessione per il successo, ai trionfi e ai fallimenti, di un ragazzo che sta ancora definendo la sua identità. Per quanto presuntuoso, arrogante, manipolatore, bugiardo, egoista e a tratti quasi squallido, di Marty Mauser vediamo anche l’immensa vulnerabilità, motivo per cui è naturale empatizzare con lui. E il merito non è solo di come è scritto il personaggio, ma è anche – e soprattutto – di Chalamet, che dà una grande prova di maturità. Dream big, piccoletto. È il tuo momento di brillare.

Marty Mauser è la pallina da ping pong che viene sballottolata da una parte all’altra in balia degli eventi, rimbalzando di continuo fra sconfitte e vittorie mentre cerca di ritagliarsi un posto nel mondo. E noi con lui ci ritroviamo in questo vortice frenetico di eventi quasi da confonderci e disorientarci, ma è solo un’impressione perché tutto è chiaro. Marty Supreme è un film di formazione in cui ogni personaggio sta cercando di dare una direzione precisa al proprio destino, solo che incrociare la strada con quella di Marty stesso è come intraprendere il percorso più lungo e tortuoso. Gwyneth Paltrow, un po’ come il personaggio che interpreta, torna sullo schermo, rifiorendo come una diva d’altri tempi, sensuale e magnetica senza nemmeno sforzarsi. Non solo lei arrichisce Marty, le sfumature di una personalità così complessa sono date anche dalla dolcezza disarmante di Odessa A’zion, dall’altruismo di Tyler The Creator e dall’iconicità storica di Abel Ferrara nei panni del gangster.

Marty Supreme, girato su pellicola 35mm e col marchio di mamma A24 – che campagna marketing!!! -, schizza da una parte all’altra, come la pallina va in ogni direzione nel tavolo da ping pong, in 149 minuti di energia pura e canzoni per inguaribili nostalgici come me. E proprio come una partita di tennis da tavolo è instabile e frenetico, cambia continuamente andatura: non è lineare, ma è comunque un racconto limpido e cristallino.
Forse siamo un po’ tutti dei Marty Mauser, non del tutto realizzati e ancora irrisolti. E il bello del cinema è proprio questo: ritrovarci in storie che sembrano non appartenerci.
Dal 22 gennaio al cinema.
★ ★ ★ DREAM BIG ★ ★ ★
Marika
