Pillion letteralmente si traduce “passeggero del sedile posteriore”, mentre nel gergo della sottocultura gay dei motociclisti significa anche che quel passeggero è sottomesso a chi è alla guida. Ed è proprio di questo che parla il film.

Presentato nella sezione Un Certain Regard della 78a edizione del Festival del Cinema di Cannes l’opera prima di Harry Lighton adatta il romanzo “Box Hill” (2020) di Adam Mars-Jones snocciola in tutte le sue sfaccettature una relazione dom/sub. Da una parte abbiamo Ray, il vichingo Alexander Skarsgård, motociclista autoritario e silenzioso che sottomette Colin, Harry Melling, corista timido, represso ed impacciato, ma al tempo stesso molto curioso.

Il film non è didascalico, non imbocca lo spettatore con spiegazioni costanti, snoda davanti ai suoi occhi – senza risparmiarsi – la dinamica di sottomissione e potere di una normalissima relazione. Un coming of age agrodolce e audace che inscena in maniera impeccabile il concetto di consenso e abuso, un ritratto autentico e affascinante di una realtà considerata ancora tabù e di cui spesso si parla poco o si tende a ridicolizzare.

Non si tratta solo di un film sessualmente esplicito, dove ogni scena spinta è funzionale alla trama, ma di un’opera tenera e commovente, a tratti anche comica.
Un racconto di formazione in cui la sottomissione è lo strumento che conduce il protagonista ad essere l’artefice del suo destino. Siamo testimoni della crescita di Colin, della sua presa di consapevolezza e – come dice lui stesso – di come solo l’esperienza fa sì che si possa comprendere cosa ci piace o meno.

Il ruolo del dominatore sembra cucito addosso a Skarsgård che – oltre a scatenare istinti primordiali con la sua figura imponente – è bravissimo a mostrare in maniera molto graduale le emozioni di Ray. All’inizio indecifrabile e a lungo andare gli si legge nello sguardo l’accenno di sentimenti che lui stesso cerca di respingere.

Una rappresentazione accurata e onesta che mi ha toccata nel profondo, portando me stessa a pormi delle domande, ma anche avere una conferma: il cinema è il mio posto felice.
Dal 12 febbraio al cinema!
Marika