Quando arriva una nuova storia firmata Taylor Sheridan, le aspettative tendono a galoppare a briglia sciolta. Con The Madison, serie che ha debuttato su Paramount+ questo 14 marzo con i primi tre episodi, Sheridan fa una scelta sorprendente: rallenta il passo, raccontando una storia meno incentrata sulle lotte di potere e più sulle scosse di assestamento emotive. 

DI SEGUITO SONO PRESENTI SPOILER

La serie (rinnovata per una seconda stagione ancor prima di debuttare sulla piattaforma streaming) è un dramma che ruota attorno la famiglia Clyburn. Alla guida: la matriarca Stacy (interpretata da una Michelle Pfeiffer intensa ma molto misurata), la quale deve affrontare la realtà dopo che un’improvvisa tragedia stravolge il suo mondo. Kurt Russell invece nel ruolo di Preston, il capofamiglia dei Clyburn, seppur fisicamente assente per gran parte della storia in seguito ad un evento traumatico iniziale, resta comunque un fantasma nella memoria, aiutando a sostenere il lato emotivo della trama. 

Ciò che emerge dai primi tre episodi è una quiete tempestosa nel Montana che racconta non solo di un lutto, ma anche di una riflessione su chi siamo, su quanto conti il luogo in cui viviamo e sulle storie che ci raccontiamo per superare una perdita. 

Il primo episodio non perde tempo ad entrare subito nel vivo dal punto di vista emotivo. La morte di Preston e di suo fratello Paul (Matthew Fox), a causa di un incidente aereo, è improvvisa, confusa e narrata con grande semplicità. Ed è proprio qui che si vede la grande maestria nella sceneggiatura, la quale evita lo spettacolo; la tragedia avviene in gran parte fuori scena, costringendo anche noi (il pubblico) a condividere lo stesso stato di disorientamento dei personaggi.

Il trasferimento da New York al Montana – elemento essenziale nella serie – non è solo una scelta narrativa, ma una vera e propria migrazione emotiva. La vastità della Madison River Valley riflette il vuoto interiore dei personaggi, un effetto visivo che Sheridan e la regista Christina Alexandra Voros usano con eleganza. 

Con i seguenti due episodi la serie esplora più emozioni. C’è il lutto, certo, ma c’è anche disagio, imbarazzo e persino momenti divertenti. Una scena in particolare che vede protagonisti dei calabroni e una toilette all’aperto, mostra al meglio lo stile di Sheridan: umano, un po’ assurdo, ma molto legato alla realtà.

Le Donne della famiglia Clyburn – Stacy e le sue figlie: Paige (Elle Chapman) e Abigail(Beau Garrett), la quale a sua volta ha due bambine (Bridgette e Macy) – sono dipinte come privilegiate ma perse, forti ma fragili. 

Se, nei suoi lavori precedenti, Sheridan si concentrava spesso sul conflitto esterno, in The Madison mette il drama dentro i personaggi: il silenzio conta quanto le parole, uno sguardo scambiato durante una cena può valere quanto un monologo. E il Montana stesso, spesso romanticizzato nelle sue opere, diventa un luogo di rifugio ma anche di confronto. 

Sheridan è sempre stato brillante nel creare storie legate alla terra, all’eredità e ai suoi dialoghi taglienti, ma qui li troviamo più morbidi. Le conversazioni non si sviluppano come scontri, bensì come confessioni, leggere e naturali. Le parole respirano, e utilizza la semplicità come forza. Quasi come se fosse nel momento di massima sicurezza artistica: non ha più bisogno di gridare, perché si fida del suo pubblico.  

In un panorama televisivo affollato di rumore, The Madison, osa essere silenziosa. Ed è proprio in quel silenzio che trova la sua voce

È una serie che si basa molto sullo spazio: emotivo ma anche fisico. Dal punto di vista visivo, non c’è nulla da ridire. Il Montana non fa solo da sfondo, è un personaggio a sé stante: la sua maestosità rende minuscole le figure umane, e la sua bellezza appare fredda e distaccata. 

Ed è proprio con questa dinamica, tra emozioni e ambiente, che The Madison si distingue. La serie mostra che il dolore non è dettato da un percorso lineare: cambia forma a seconda di come lo si vive; a New York, i Clyburn sono “protetti” dalla ricchezza e dalla routine, ma in Montana, non c’è dove dove nascondersi. 

La prima metà della stagione ha creato shock e confusione, mentre la seconda metà mostrerà le conseguenze: l’arrivo di nuovi personaggi e il ritorno parziale a New York allargano la storia e metteranno alla prova il fragile equilibrio dei Clyburn; l’eredità di Preston, sebbene non ci sia più, sarà una presenza continua che influenzerà ogni decisione e porterà nuove rivelazioni, e un lutto che ha causato fratture familiari destinate a non rimarginarsi tanto facilmente, al contrario aumenterà le tensioni. 

L’arrivo dei tre episodi finali, che concluderanno la prima stagione, è previsto per il 21 marzo, sempre su Paramount+

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