“Chi non ha mai sognato un po’ Sophia? Donne più belle al mondo non ce n’è. La gente pensierosa si ferma per la via, sorride al manifesto di Sophia. Dai monti fino al mare, da soli o in compagnia: nei sogni ecco Sophia… e così sia.”

Era l’epoca in cui i fotoromanzi si chiamavano fumetti, l’inizio degli anni ’50, e Sofia Costanza Brigida Villani Scicolone arrivava a Roma da Pozzuoli e proprio nello stesso dicembre del ’50 la rivista “Sogno” le dedicava la prima copertina: la didascalia recitava “la bellezza violenta e aggressiva di Sofia Lazzaro”. Siamo in pieno dopoguerra e l’Italia rinasce, a partire dalle donne; il boom economico ed il sole luminoso sul mediterraneo si rispecchiano sulle curve delle attrici del momento: Gina Lollobrigida, Silvana Mangano, Eleonora Rossi Drago ed infine Sophia Loren.
Di misure 96-61-96, alta 174 cm (“Tutto quello che vedete” recita una sua celeberrima frase “è merito degli spaghetti”), con accento napoletano (“Io non sono italiana, sono napoletana!”), enormi occhi da cerbiatta e labbra morbide, approda nel cinema quasi per volere della madre, prima prestando il proprio volto ai fotoromanzi in voga all’epoca, poi comparendo in oltre quindici pellicole solo nell’annata ’50-’51. Un anno dopo, prima di interpretare Cleopatra accanto ad Alberto Sordi (nel film “Due notti con Cleopatra” di Mattoli), il noto produttore Goffredo Lombardo le suggerisce di internazionalizzare la propria figura, le propone di sostituire un ph alla f del suo nome ed inventa per lei il cognome Loren, ispirandosi a quello di Märta Toren, attrice svedese (al tempo, le scandinave erano molto in voga a Hollywood).

BOOM. Da quel momento in poi il suo nome compare ovunque ed il suo volto è il sogno di chiunque: Sophia Loren è per gli italiani la meraviglia del loro paese, il simbolo della rinascita, della bellezza, della freschezza, il sogno; per gli americani ben presto sarà -accanto alla pizza, agli spaghetti ed ai mandolini- l’emblema d’Italia. Ebbe la fortuna di emergere negli anni Cinquanta, quindi in un periodo storico di grandi possibilità, di nuovi inizi ed ideali -anche estetici-, un’epoca in cui i riflettori non erano ampi al punto di occuparsi di troppe persone, ma intensi abbastanza da abbagliare quei pochi eletti (ed elettrici) personaggi unici, e scolpirli nei muri, negli occhi e nei cuori del pubblico da lì all’eternità.
Fu la capostipite di quel gruppo di dive italiane (che sarebbero seguite a lei) che ebbero ampio successo all’estero, immagine della donna ideale, incarnazione del sogno maschile e femminile e simbolo di gioia e prosperità di un mondo in rinascita, nonché attrice di grandissimo successo -critico e mediatico-, apparsa in ben 85 film al cinema e decine di produzioni televisive.

Vorrei renderle omaggio oggi, in occasione del suo 83esimo compleanno, con un piccolo excursus per far luce sugli anni più brillanti della sua carriera e sui suoi successi più memorabili.
- 20 settembre 1934: nasce a Roma da Romilda Villani (insegnante di piano) e Riccardo Mario Claudio Scicolone (affarista immobiliare), che non sposò mai la compagna e non fu mai un vero padre per Sofia
- 1950: vince la fascia di Miss Eleganza al concorso di Miss Italia, venendo irrimediabilmente notata da produttori e fotografi nel campo dello spettacolo.
- 1950/51: appare in circa quindici pellicole in ruoli minori (è la signorina bionda tra la folla in “Quo Vadis?”), posa come modella per diverse copertine ma soprattutto è protagonista di numerosi fotoromanzi (al tempo chiamati fumetti) grazie alla sua particolare ma aggressiva bellezza. Sempre nel ’51 sposa quello che poi sarebbe stato l’unico uomo della sua vita -sino alla morte di lui, nel 2007-, Carlo Ponti.
- 1952: Goffredo Lombardo, convinto che ciò l’aiuterà a fare successo anche all’estero, cambia il suo nome in Sophia Loren. Nello stesso anno recita accanto ad Alberto Sordi in “Due notti con Cleopatra”, il suo primo ruolo importante.

Con il collega e grande amico Marcello Mastroianni | GETTY - 1954: Vittorio De Sica la vuole nei panni della pizzaiola Sofia in “L’Oro di Napoli”, sancendo così l’inizio di un lungo sodalizio. Nello stesso anno è tra i protagonisti di “Peccato che sia una canaglia”, in cui recita accanto a Marcello Mastroianni, destinato a diventare il suo partner storico sullo schermo. Nel film è presente come attore anche De Sica: il trio (Loren, Mastroianni, De Sica) è solo alla prima di quella che sarà una serie di brillanti collaborazioni.
- 1955: Sostituisce Gina Lollobrigida -sua storica rivale pricipale- in “Pane, amore, e…” (seguito di “Pane, amore e fantasia” e “Pane, amore e gelosia” interpretati dall’attrice laziale), in cui si esibisce in un sensuale mambo ormai iconico. Nello stesso anno la celebre copertina su LIFE segna l’inizio della sua carriera internazionale.

Sophia vince l’Oscar, 1960. - 1956: recita in “La Donna Del Fiume”, diretto da Mario Soldati e scritto da Pier Paolo Pasolini e Giorgio Bassani: è il suo primo ruolo drammatico e sarà apprezzatissimo da pubblico e critica. A partire dallo stesso anno inizia a lavorare anche all’estero: a Hollywood si trova immersa in un mondo dorato, di star del calibro di Marilyn Monroe, Liz Taylor, Audrey Hepurn…
- 1957-1960: Lavora con attori di fama mondiale, del calibro di Cary Grant -con cui ebbe anche un breve flirt-, Peter Sellers, John Wayne, Paul Newman, Marlon Brando, Charlie Chaplin e Clark Gable, ma il colpo di fortuna arriva quando viene invitata a sostituire Anna Magnani nei panni di Cesira in “La Ciociara” , di Vittorio De Sica.
- 1960: Dopo la palma d’Oro a Cannes, il BAFTA, il David di Donatello ed il Nastro D’Argento, vince l’Oscar come Migliore Attrice Protagonista per “La Ciociara”. È la prima attrice italiana a vincere un Oscar per un film italiano. Nell’aprile dello stesso anno il TIME le dedica una copertina con l’illustrazione di René Bouché.

Il ritratto di Sophia realizzato da René Bouché, che la immortala in copertina al TIME nell’aprile del 1960. - 1963: È protagonista, insieme a Marcello Mastroianni, di “Ieri, Oggi, Domani”, in cui interpreta tre ruoli divenuti celebri: Adelina, una contrabbandiera di sigarette, Anna, una donna infelice, e Mara, una prostituta romana che tenta di sedurre un seminarista. Nell’immaginario di tutti rimane lo spogliarello che offre ad un sognante Mastroianni.
- 1964: È nominata all’Oscar per la seconda volta per il ruolo di Filumena in “Matrimonio all’italiana”, sempre accanto al collega sopracitato.
- 1974: Diretta per l’ultima volta da De Sica ne “Il Viaggio” (tratto da una novella di Pirandello), recita accanto a Richard Burton e vince il suo quinto David di Donatello.
- 1977: Ettore Scola la vuole come protagonista di “Una giornata particolare”, ancora accanto a Mastroianni (beniamino anche del regista campano). Il ruolo di Sophia, che interpreta la disperata Antonietta, sarà uno dei più riusciti di tutta la sua carriera, in uno dei più bei film del cinema italiano. Vince così il suo sesto David di Donatello.
- 1991: Vince il suo secondo Oscar -questa volta alla carriera. Le viene consegnato dal collega Gregory Peck, che a sua volta era stato premiato da lei nel ’63.

Iconica: Sophia si spoglia per Marcello Mastroianni nella celeberrima scena di “Ieri, oggi, domani” (1963). - 1994: Robert Altman la vuole in “Prêt a porter” accanto -per l’ultima volta- a Marcello Mastroianni (che morirà solo due anni dopo). Nel film, la Loren si esibisce con arguta auto ironia nello stesso iconico spogliarello di “Ieri, Oggi e Domani”, che la rese tanto celebre trent’anni prima.
- 2007: Fotografata da Inez Van Lamsweerde inoodh Matadin, posa per il calendario Pirelli.
- 2009: entra nel Guinness dei Primati come l’attrice italiana più premiata al mondo.
- 2015: in occasione del suo ottantesimo compleanno pubblica la sua autobiografia “Ieri, oggi, domani. La mia vita.”

Mai prima di lei un’attrice italiana era riuscita a riscuotere lo stesso successo oltreoceano, a lavorare in grandi produzioni Hollywodiane, a diventare una tanto grande icona di bellezza mondiale, ma soprattutto a restare. Di Sophia Loren infatti -che ormai si è ritirata dalle scene- rimarrà sempre tutto: quegli occhi truccati da egiziana, le labbra dagli angoli incurvati, quel naso troppo lungo che “a Hollywood volevano mi rifacessi”, la forma dei fianchi e quell’inconfondibile parlata napoletana -anche dopo anni di film internazionali- non smetteranno mai di far sognare. Come diceva Endrigo in “Sophia” (indovinate a chi la dedicò?) -che ho citato in testa all’articolo – “Chi non ha mai amato un po’ Sophia, chi non è stato al cinema con lei? A vivere una storia d’amore e di follia, così come la vita di Sophia. Ahi Sophia, Sophia, sei la nostra fantasia, passa il tempo per tutti, ed il tempo ti porta via; ma oggi ti regalo una poesia… per la tua fotografia.”
Ma che ispirò il personaggio di Amelia della Walt Disney lo sapevate?
L’ha ribloggato su the girl on the halfshell.
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