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Il celeberrimo bacio tra una sorridente Ingrid Bergman ed un Cary Grant al telefono in Notorious (1946) di Alfred Hitchcock: una scena perfetta.

Vi piacerebbe approfondire di più o anche semplicemente conoscere qualcosa della Golden Age, l’epoca d’oro del cinema di Hollywood, ma non sapete da dove cominciare? Vi è capitato di vedere qualche spezzone di film d’epoca, qualche foto degli intramontabili divi del grande schermo, qualche manifesto impolverato che un tempo doveva aver vantato colori sgargianti e patina lucida e di sentirvi attratti da quel mondo in celluloide così lontano eppure così vicino a voi, ma non avete idea di come approcciarvi alla vastità di titoli, date, nomi e generi?

Fino a qualche anno fa, non avrei mai pensato la mia passione per la storia del cinema mi avrebbe mai portata da qualche parte, permettendomi di parlarne, di scriverne articoli, di anche solo sognare di trasformarla nella mia carriera, e invece eccomi qui a rispondere finalmente alla domanda che tante volte ho ricevuto: Aiuto! Mi piacerebbe saperne di più sul mondo della Old Hollywood… Da dove cominciare? 

E così vi dico, senza che questa sia una classifica (i film non sono in un ordine preciso, c’è solo un minimo filone cronologico), da qui!

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Clark Gable e Vivien Leigh in un’immagine del film

1. GONE WITH THE WIND | Via Col Vento (1939)
Classico dei classici, e anche il primo film old-hollywood io abbia mai visto, perdendoci il cuore e convincendomi a continuare ad approfondire il cinema d’epoca.
Capolavoro in technicolor del 1939 basato sull’omonimo romanzo di Margareth Mitchell del 1936, fu realizzato con oltre 4 milioni di dollari -al tempo una spesa folle- con protagonisti i bellissimi e bravissimi Clark Gable e Vivien Leigh nel ruolo degli indimenticabili Rhett e Scarlett (in italiano Rossella), innamorati in eterno scontro.
È un’intensa storia d’amore e guerra, di conflitti anche e soprattutto interiori: l’animo della protagonista è come il campo minato della sua Virginia, il suo cuore brucia come l’incendio di Atlanta.
Considerato uno dei migliori film di sempre (se non il migliore in assoluto), vanta una sceneggiatura di ferro, delle immagini d’impatto kolossal, una spettacolare colonna sonora, personaggi degni dell’epica omerica e -non da ultime- situazioni e citazioni passate alla storia, e non solo del cinema.

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Humphrey Bogart e Ingrid Bergman nella più celebre scena del film.

2. CASABLANCA (1942)
Controparte in bianco e nero, lontana dalla definizione di kolossal, più dimessa e ben meno dispendiosa del primo, Casablanca, per la straordinaria sceneggiatura, le intense ed indimenticabili interpretazioni di Humphrey Bogart e Ingrid Bergman e la romantica e fosca ambientazione marocco-parigina negli anni della seconda guerra mondiale, si contende il primato con il sopra citato per fama e splendore.
Un must della storia del cinema, ispirazione di tutte le infinite opere successive ambientate nel Marocco francese in tempi di guerra e preludio a quello che solo un paio d’anni dopo -sempre con il volto di Bogart- sarebbe stato consacrato come genere noir, è impossibile non rimanerne affascinati, se non del tutto innamorati.
Realizzato in ristrettezze economiche causa WWII (era il 1941), non vanta i mezzi di produzione e gli artifici della maggior parte dei grandi film del tempo, ma riesce ugualmente a piazzarsi al primo posto tra le più memorabili e toccanti storie d’amore e di attualità (la sceneggiatura ricchissima e complessa viene stesa durante le riprese, seguendo in toto l’andamento della guerra e la cronaca del tempo).
A differenza di Via col Vento, più che epico, Casablanca si può definire iconico: così lo sono le sue frasi celebri (here’s looking at you, kid!) e le note dello struggente brano As Tiimes Goes by, colonna sonora non solo di un film, non solo del 1942, ma del cinema tutto.

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Clark Gable e Claudette Colbert nella scena più divertente del film.

3. IT HAPPENED ONE NIGHT | Accadde una notte (1934)
It happened one night è un film-commedia del 1934 diretto da Frank Capra e con protagonisti Clark Gable e Claudette Colbert: è l’ideale per chiunque voglia addentrarsi nel cinema leggero di qualità del tempo.
Come tutte le commedie di Capra, è autoriale, sagace, brillante e strettamente legata alla critica verso i costumi e la morale del tempo, cosa che fa sorridere e al tempo stesso riflettere.
Uno dei rarissimi ruoli comici di Gable, che era lì lì per rifiutare, pensate un po’.. gli valse l’Oscar come miglior attore nel 1935 ed una consacrazione come sex symbol non indifferente: la scena in cui toglie la camicia rivelando il torso nudo fa crollare drasticamente la vendita di canottiere intime nel periodo, lanciando una nuova tendenza.

4. MODERN TIMES | Tempi moderni (1936)

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Le previsioni di Marx si avverano, il mondo del lavoro nella realtà industrializzata è tale se non più arduo di quanto non lo fosse prima, ma solo l’unico ed inimitabile Charlie Chaplin sa raccontarlo con dolcezza e brio, con malinconia che sa divertire, con intelligenza che non appesantisce mai.
Uno straordinario capolavoro datato 1936 racconta la storia più attuale del mondo e il rapporto di schiavitù instauratosi tra la fabbrica, l’orologio e il dipendente a partire dai primi anni del Novecento.
Lo vidi alle superiori, spinta dal mio mitico professore di storia e filosofia, e mi aprì un mondo: Charlot è sì divertente e simpatico, ma soprattutto osservatore attento e riproduttore fedele, nella sua unica ironia, di quello che è l’uomo, di quelli che siamo noi, e della nostra povertà.

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Myrna Loy e William Powell sono la coppia di detective Nick e Nora, con il fedele cagnolino Asta.

5. THE THIN MAN – La serie dedicata a Nick e Nora (1934- oltre)
Non si può amare la golden age senza conoscerne la coppia cinematografica più simpatica, i fantastici Nick e Nora, interpretati dai mitici William Powell e Myrna Loy, scoppiettanti e brillanti attori dal fascino intramontabile.
The thin man è solo il primo di una lunga serie di film con protagonista la coppia, girati tra gli anni ’30 e ’40, dal tema comico e poliziesco, che tanto hanno appassionato intere generazioni più o meno giovani.

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Ogni didascalia sarebbe superflua

6. THE GREAT DICTATOR | Il Grande Dittatore (1940)
Fasti, divismo, parties, cinema, musica e automobili a parte, luci della ribalta, abiti, pellicce, locali notturni accantonati per un po’, gli anni che gli Stati Uniti identificano con la Golden Age of Hollywood sono anche e soprattutto i drammatici anni dei grandi totalitarismi europei.
Con un coraggio non da poco ed un’incontenibile genialità, Charlie Chaplin si trasforma nell’incarnazione del male per eccellenza, Adolf Hitler, imitando e prendendosi gioco della crudeltà del Fuhrer, costringendo -tra le risa- il pubblico mondiale ad una riflessione dall’impatto nucleare.
Da vedere assolutamente, impossibile staccarsene.

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La mitica Carole Lombard, icona della screwball comedy, e Jack Benny in una scena del film.

7. TO BE OR NOT TO BE | Vogliamo VIvere! (1942)
Volete sapere quale fu il film che ispirò grandemente Bastardi senza gloria (2009) di Tarantino? È tristemente ricordato soprattutto per essere l’ultimo film a malapena terminato dalla regina della screwball comedy, Carole Lombard, scomparsa prematuramente a causa del crollo dell’aereo su cui viaggiava il 16 gennaio dello stesso anno, ma questa brillante commedia di Ernst Lubitsch è l’esempio più raffinato e simpatico della magica ironia delle commedie statunitensi di gran qualità.
Come il sopra citato, beffeggia (seppur in modo diverso) il terribile dittatore nazista e le sue politiche, non senza coinvolgere il pubblico in riflessioni drammatiche su quello che fu il destino dell’Europa, e specialmente della Polonia, nell’immediato futuro.
Ciò che più colpisce è sapere che questi film di consapevolezza e dissenso furono girati nello stesso periodo in cui la Germania Nazionalsocialista esisteva e distruggeva sé stessa nella sua propria corsa cieca e crudele.

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Una scena del film.

8. IT’S A WONDERFUL LIFE | La Vita è Meravigliosa (1946)
È la vigilia di Natale del 1945 e George Bailey si trova a un bivio della propria esistenza: la sua piccola società è sull’orlo del fallimento, ed egli intravede come unica soluzione il suicidio. È proprio in quel momento che giunge in suo soccorso un angelo custode…
Dramma comico e sentimentale diretto sempre da Frank Capra, è un must per conoscere il lato più dolce ed intenso della golden age, grazie al volto di un interprete come James Stewart, a tutti noto per i suoi numerosi ruoli da protagonista nel cinema di Alfred Hitchcock.
Da vedere assolutamente, meglio se nella notte di Natale

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Lauren Bacall e Humphrey Bogart -insieme sul set e nella vita- in una scena del film.

9. THE BIG SLEEP | Il Grande Sonno (1946)
The big sleep (1946) è il film noir per eccellenza, con due protagonisti altrettanto d’eccellenza: Humphrey Bogart e Lauren Bacall, amanti nel cinema e nella vita, nonché talentuosissimi interpreti di un cinema sofisticato, elegante e freddo, come l’eterna e glaciale bellezza di lei, dark-lady per eccellenza della storia del cinema.
Lei ha solo 22 anni, lui 47, eppure la coppia funziona (non solo nella vita) al punto da diventare inscindibile ed iconica protagonista del genere noir, a partire da To Have and Have Not (Acque del Sud) del 1944, sul set del quale scoppia l’amore.
La trama è intricatissima e non sarà totalmente comprensibile neppure alla decima visione del film, ma vale assolutamente la pena ci si addentri, lasciandosi rapire ed irretire da quelle ombre allungate, dai volti espressionisti, dalla pioggia sui lampioni, dalle sterzate dei taxi e dagli elegantissimi ambienti cupi e misteriosi delle metropoli scisse tra gangsters e principesse dall’innocenza perduta.

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L’indomabile chioma di Rita in una scena del film.

10. GILDA (1946)
Tra memorabili canzoni (cantate dalla stessa protagonista), abiti scuri lussureggianti e ambienti dominati dal poker e dall’inganno emerge lei, l’atomica rossa, Margarita Carmen Cansino, meglio nota come Rita Hayworth, qui semplicemente passata alla storia come Gilda, dark-lady dal cuore sotto sotto morbido come le sue braccia danzanti attorno ai tavoli dei locali in un turbinio di brillantini e boccoli.
Girato nel magico 1946, è il primo ruolo da femme-fatale di Rita Hayworth, che avrebbe poi declinato la parte in altre pellicole, a partire da La Signora di Shangai (1947), diretto dal marito Orson Welles.

CitizenKane11. CITIZEN KANE | Quarto Potere (1941)
Proprio di Orson Welles si parla quando si ricorda questo film, scritto nel 1939 ed uscito due anni dopo nelle sale statunitensi generando il malcontento generale.
Curioso, perché si tratta probabilmente di uno dei più celebri ed amati (soprattutto dalla critica contemporanea) film della storia del cinema, elogiato ed osannato per i suoi espedienti narrativi e tecnici, oltre che ovviamente per la storia del magnate della stampa Charles Foster Kane (interpretato dallo stesso Welles), incapace di amare se non “alle sue condizioni”, con la conseguenza di creare il vuoto attorno a sé e rimanere solo all’interno della sua gigantesca residenza, dove muore abbandonato da tutti.

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Gloria Swanson e William Holden in una scena.

12. SUNSET BOULEVARD | Viale del tramonto (1950)
« – Siete Norma Desmond, sì!, la famosa attrice del muto. Eravate grande!
Io sono sempre grande, è il cinema che è diventato piccolo! »
Queste celebri parole pronunciate da Gloria Swanson nel ruolo che fu forse il più intenso della sua brillante carriera.
La storia è quella di Norma Desmond, celeberrima attrice del muto la cui fiamma sembra essersi ormai spenta: vive in attesa di un nuovo ruolo meraviglioso quando nella sua dimora finisce uno sceneggiatore a caccia di successo (William Holden).
Una delle pellicole più noir e al tempo stesso più psicologicamente toccanti mai realizzate, è un autentico must per chiunque voglia conoscere il lato meta-cinematografico della settima arte, insomma, il cinema che parla di cinema, la dolce e amara storia di una diva la cui celebrità è in drammatico declino ma il cui fascino resta intramontabile.

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Bette Davis ed una giovanissima Marilyn Monroe condividono una scena del film.

13. ALL ABOUT EVE | Eva contro Eva (1950)
1950: con il declino della magica macchina di Hollywood e della gloriosa Golden Age, molti sono i film dal forte metalinguaggio e richiamo al tema del declino del divismo: in questo caso si racconta la storia della diva Margo Channing (Bette Davis) una famosa attrice teatrale di quarant’anni, la cui carriera e vita vengono stravolte quando le si presenta Eva Harrington, sua fan, a farle i complimenti per le sue splendide interpretazioni. Quest’ultima le porta via il suo ruolo più famoso e si invaghisce di Bill Sampson, il fidanzato di Margo.
Il precipitare degli eventi riuscirà a salvare la carriera e l’amore della diva?
Uno dei ruoli più intensi della (già di per sé mitica) carriera della Davis.

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Humphrey Bogart, Audrey Hepburn e William Holden in un’immagine promozionale.

14. SABRINA (1954)
Nonostante il declino dell’età gloriosa, la stella del cinema statunitense continua a brillare grazie a registi del calibro di Billy Wilder e divi come Audrey Hepburn, William Holden (entrambi nel pieno della loro carriera) e l’intramontabile Humphrey Bogart (qui in una delle sue ultime interpretazioni).
Sabrina è una Cenerentola del mondo moderno, a cui basterà un viaggio a Parigi per trasformarsi in una sofisticata young lady capace di prendere in mano il proprio destino e di orientare su di sé la bussola della fortuna.
Romantico, sognante e spensierato, è il film perfetto per conoscere la Hepburn (questa è la sua interpretazione che preferisco) e godersi un po’ di pace, ma sempre brillante.

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James Stewart e Kim Novak in una scena del film.

15. VERTIGO | La donna che visse due volte (1958)
Siamo ormai alla fine della Golden Age, Hollywood non detiene più il primato vantato in precedenza, ma rimane viva la stella dei grandi autori. Tra questi, indelebilmente, Alfred Hitchcock.
Già regista di capolavori come Dial M For Murder (1954), To Catch a Thief (1955), Notorious (1946), come non inserire in questa lista almeno uno dei suoi tanti bellissimi film?
Sono stata tormentata dal dubbio circa quali citare (e soprattutto quanti!) sino alla fine, quando ho deciso di consigliare, in chiusura di quest’articolo, quello che più di tutti racchiude lo stile preciso, pensato, geometrico, poetico e psicologicamente attento del regista.
Dotato di una serie di plot-twist e colpi di scena difficilmente reperibili in altre pellicole, Vertigo è la quintessenza della perfezione visiva, comprensibilmente modello per i grandi della Nouvelle Vague e chissà per quanti altri grandi dell’avvenire.

BONUS | tre musicals: Cerco il mio amore (1934), Il Mago di Oz (1939), Singin’ in the rain (1952)

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Il Mago di Oz

Buona visione!

Carmen