Marshals, il cui titolo iniziale era Y: Marshals (successivamente cambiato questo Gennaio) è l’attesissimo spin-off e primo sequel di Yellowstone, arrivato questo lunedì 2 marzo in Italia e basato sui personaggi creati dalla penna di Taylor Sheridan e John Linson

La serie (diretta da Spencer Hudnut), non inizia con il rumore di un cancello allo Yellowstone Dutton Ranch, ma con un dolore silenzioso che riecheggia nelle grandi pianure aperte del Montana; sostituisce le intense faide familiari del suo predecessore e si concentra invece sul solenne lavoro delle forze dell’ordine, introducendo così il pubblico in un mondo che ricorda quello passato ma al tempo stesso appare più cupo e alterato. 

Per chi non ha ancora saltato la staccionata e deciso di cavalcare la saga di Yellowstone, la serie originale (2018-2024) è un grande western drammatico incentrato sulle vicende della famiglia Dutton, custode del più grande ranch degli Stati Uniti, in Montana. Guidati dal capofamiglia John Dutton (Kevin Costner), hanno lottato contro l’invasione di aziende potenti, giochi di potere politici e problemi interni familiari. E sono proprio i suoi crudi archi emotivi che, con lo sfondo dei paesaggi selvaggi e mozzafiato del Big Sky Country, l’hanno resa un appuntamento fisso per milioni di telespettatori.

Marshals riprende la storia dopo la chiusura di quell’epico capitolo. Il più giovane dei Dutton, Kayce Dutton (Luke Grimes), un tempo cowboy allo Yellowstone Rach e Navy SEAL, ha venduto gran parte della terra ereditata e ha ottenuto un nuovo distintivo: quello di U.S. Marshal. 

La serie unisce l’atmosfera dura del western con il ritmo poliziesco, raccontando gli sforzi di Kayce mentre cerca di bilanciare le responsabilità familiari con il peso e le difficoltà del suo nuovo lavoro, in cui deve essere una delle principali difese dello stato del Montana. 

Se Yellowstone spesso iniziava le sue storie con scene forti – sparatorie al tramonto, trattative all’alba – “Marshals” si apre in modo più calmo e riflessivo. L’oramai non più giovane Dutton affronta un grande dolore: sua moglie Monica (interpretata da Kelsey Asbille in Y) è morta di cancro. Un fatto rivelato gradualmente e con tatto nel corso delle scene. Questo lutto aleggia come il gelido vento invernale del Montana, influenzando il modo in cui Kayce si comporta e dando alla serie un tono più triste e malinconico, invece che pieno d’azione. 

Lo spin-off comunque, prende ben presto una piega verso un arco narrativo più drammatico. Il nuovo ruolo di Kayce lo coinvolge nella caccia a un attentatore che ha colpito la riserva di Broken Rock. Insieme ad un’unità speciale di U.S. Marshals, da così vita a scontri pericolosi che sostituiscono i classici fuorilegge del western. La trama segue uno scherma ben preciso: indizi, scontri faccia a faccia e confronto finale decisivo; elementi che, cuciti insieme, risultano tipici del crime drama. 

Il titolo del primo episodio, Piya Wiconi (“nuovo inizio”), richiama un’idea di sacralità della vita e dello scopo, e lascia capire che il viaggio del protagonista sarà sia interiore che pieno di azione. 

Presenta nuovi personaggi, come l’ex compagno SEAL di Kayce: Pete Calvin (Logan Marshall-Green), l’agente Belle Skinner (Arielle Kebbel), Andrea Cruz (Ash Santos) e Miles Kittle (Tatanka Means). E volti noti che ritornano da Yellowstone: Tate Dutton(Brecken Merrill), Thomas Rainwater (Gil Birmingham) e Mo (Mo Brings Plenty), i quali fungono da ancore emotive; promemoria di ciò che Kayce si è lasciato alle spalle e di ciò che lo spinge ad andare avanti.

Con l’arrivo di questo primo sequel si apprezza l’ampliamento del mondo di Yellowstone e il mantenimento delle sue sfumature morali. Ma, come scritto qualche riga sopra, si nota anche che richiama il cliché di serie poliziesche, tanto da sembrare a tratti “l’ennesimo crime” con il nome di Yellowstone aggiunto. 

Tuttavia, sotto la superficie sembra esserci qualcosa di più profondo. Collegando la morte di Monica ad una tragedia ambientale – conseguenza delle condizioni difficili nella riserva – Marshals sembra voler affrontare temi reali che non sono legati solo alla storia personale dei personaggi. È un modo per continuare a parlare del territorio e delle comunità che lo abitano, argomenti che la serie originale aveva già esplorato. 

Se Marshals riuscirà a trovare la propria identità: mescolando l’approfondimento dei personaggi al fascino incontaminato del Montana, o se rimarrà nell’ombra di Y, solo il tempo lo dirà. 

La prima stagione è composta da tredici episodi, in arrivo ogni settimana su Paramount+. 

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