Una favola epica ispirata alla vita di Ann Lee, fondatrice degli Shakers, un movimento religioso radicale nato alla fine del XVIII secolo.

Presentato in concorso durante Venezia82, il nuovo film di Mona Fastvold ambisce a essere un intenso dramma spirituale e introspettivo, ma il risultato è un film incredibilmente lento e soffocante. La narrazione procede con un ritmo esasperatamente statico: lunghe sequenze contemplative, dialoghi sussurrati e silenzi interminabili hanno un effetto respingente nei confronti dello spettatore.

Il film si prende i suoi tempi, ma lo fa in maniera eccessiva, impedendo alla storia di evolversi e di sviluppare i temi che vengono trattati solo in superficie. A partire dal fanatismo religioso fino al concetto di comunità.

Visivamente è curato, con un’estetica austera e mistica che ricorda molto quella di Florence + The Machine. Eppure questo non basta a dare solidità narrativa all’opera.